Comunicati stampa Diritti Digitali

Rammaricati dalla posizione dell’AIE in merito alla chiusura di Project Gutenberg

Sorpresi e rammaricati della posizione dell’Associazione Italiana Editori in merito al “blocco” di Project Gutenberg(durato solo pochi giorni) nell’ambito di una azione volta al contrasto della diffusione illegale di contenuti editoriali protetti da diritto d’autore.

Nella nota diffusa attraverso il loro sito web (link: https://www.aie.it/Cosafacciamo/AIEtiinforma/News/Leggilanotizia.aspx?IDUNI=fzvl5pbyaabhz05vewcso0e16107) si legge “In relazione all’oscuramento in Italia da parte delle Autorità del sito Gutenberg.org, l’Associazione Italiana Editori (AIE) esprime grande apprezzamento per l’operato dell’autorità giudiziaria e la Guardia di Finanza per l’azione di contrasto alla diffusione non autorizzata di opere coperte da diritto d’autore”. 

Una posizione sorprendente, che non esitiamo a stigmatizzare, proveniente da una associazione che raccoglie e rappresenta anche chi ha fatto della divulgazione della Conoscenza il proprio mestiere: il Progetto Gutenberg (www.gutenberg.org), come ben sanno tutti gli “addetti ai lavori”, contiene esclusivamente opere non più coperte da diritto d’autore. Una enorme raccolta di oltre 60.000 ebook liberi da ogni copyright, autofinanziata, raccolti pazientemente in anni di eccellente lavoro, che hanno permesso a milioni di cittadini di accedere a opere letterarie spesso introvabili. Project Gutenberg è ormai un punto di riferimento, una risorsa particolarmente apprezzata nella comunità internazionale. 

Fatichiamo a comprendere come un tale sito possa essere finito nell’elenco del Procedimento Penale n. 52127/20 R.G.N.R.I. – Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Roma, disponendone l’oscuramento(precisiamo che ne è stato disposto il dissequestro pochissimi giorni dopo). Ma fatichiamo ancora di più a capire questa presa di posizione dell’Associazione Italiana Editori, che riteniamo assolutamente incomprensibile.

Crediamo che la divulgazione della Conoscenza e della Cultura, prima che un business, sia prima di tutto una missione etica necessaria per il progresso della collettività e della Democrazia. La Conoscenza è un diritto, non una merce.