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Fuori dal pantano delle licenze d’uso, il Comune di Cento punta al software libero

“Il Comune di Cento ha scelto di utilizzare principalmente un applicativo “office” libero, gratuito e open source, LibreOffice, in sostituzione di altre soluzioni proprietarie e a pagamento. I fondi risparmiati sono stati investiti nella formazione informatica del personale, con l’aiuto di aziende locali.”

Inizia così l’articolo pubblicato sul sito web ufficiale del Comune di Cento, provincia di Ferrara, che ha deciso di liberarsi dal giogo informatico delle grandi corporation multinazionali per puntare sul software libero.

Una scelta dettata anche da quanto previsto dal CAD –Codice Amministrazione Digitale, che prevede l’obbligo di effettuare una “analisi comparativa” sulle soluzioni software prima di effettuarne la scelta (o l’acquisto), privilegiando le soluzioni open source. Normativa spesso dimenticata o abilmente scavalcata da chi, per noia, comodità o interesse, non sente alcun bisogno di impiegare in modo oculato e attento le risorse pubbliche. Risorse tra cui dobbiamo ricordare esserci anche i “dati”. I dati pubblici, dei cittadini, dei contribuenti, che devono essere disponibili pubblicamente in formati liberi e aperti. Svincolati dalle logiche aziendali delle “licenze d’uso” che ne riducono libertà e disponibilità. Una contrazione dei diritti digitali assolutamente incomprensibile, considerando che ormai moltissimi prodotti open source hanno raggiunto livelli di maturità talvolta superiori ai competitor commerciali.

Oggi più che mai è necessario investire in competenze, più che in risorse. Competenze digitali che permettono alla PA di migliorare l’efficienza e, di riflesso, i servizi rivolti ai cittadini. Abbandonare l’anacronismo della carta e dei timbri per muovere, sempre più, verso soluzioni informatiche sempre a disposizione dei cittadini. 
Ci auguriamo che l’esempio del Comune di Cento, così come quello di altri comuni e PA che hanno deciso d’impiegare meglio le risorse pubbliche loro assegnate, possa essere di stimolo verso tutte le altre pubbliche amministrazioni ancora impantanate in un divario digitale spesso dovuto alla mancanza di formazione e consapevolezza.