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COMUNICATO PIRATA – Vecchi e nuovi totalitarismi

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I 75 anni trascorsi dalla liberazione del nostro Paese dal regime nazifascista devono farci ricordare che molte delle tutele garantite dalla Costituzione nascono come risposta immunitaria al totalitarismo, al controllo indiscriminato della sfera privata, alla negazione della libertà di espressione e, addirittura, di pensiero.

Oggi ci troviamo a dover fare i conti con una nuova minaccia, che la nostra società contemporanea fatica a riconoscere: nuove forme di “totalitarismo” che, veicolate dalle nuove tecnologie, stanno sorvegliando le nostre vite e minacciano la Democrazia e la Libertà.

Poche e grandi multinazionali raccolgono, costantemente, i dati relativi a miliardi di persone in tutto il mondo, spesso con poca, pochissima consapevolezza da parte degli utenti stessi: il PC, lo smartphone, la telecamera smart, la videosorveglianza capace d’interpretare il nostro umore, la fit-band, l’assistente vocale e molti altri dispositivi elettronici che monitorano costantemente la nostra vita, raccolgono la nostra posizione, le nostre visite sul web, le nostre ricerche, la nostra attività fisica per inviarli sui server remoti di queste società. Dati sfruttati con lo scopo di profilarci, di conoscerci meglio di quanto noi stessi ci conosciamo, nell’ottica di realizzare previsioni comportamentali sempre più precise. E vendere queste previsioni alle aziende, pronte a soddisfare i nostri desideri ancora prima che si realizzino. Multinazionali che oggi stanno conservando e gestendo i dati anche di molte Istituzioni Pubbliche, Governi compresi, conquistandosi un potere enorme che spesso supera la nostra stessa immaginazione.

Scenario distopico? Paranoie da tecnofobici? Purtroppo no, è questa la realtà in cui viviamo. Una vera e propria “dittatura dei dati” difficile da comprendere, da capire, da vedere. Eppure quanto accaduto nell’affaire Cambridge Analytica e, nel nostro Paese, con “La Bestia”, avrebbe dovuto farci intravedere i rischi per le nostre libertà e la nostra democrazia di una raccolta così invasiva dei nostri dati. Raccolta spesso stimolata dalle stesse piattaforme social che quotidianamente utilizziamo, che utilizzano algoritmi realizzati con il preciso obiettivo di suscitare in noi reazioni emotive e stimolare la partecipazione, per raccoglierne i risultati.

Ancora non sappiamo con esattezza quali saranno le conseguenze per la nostra società e la nostra Democrazia. Ma certamente il grande potere che stiamo regalando, letteralmente, a queste poche grandi aziende potrebbe ritorcersi, e già lo sta facendo, plasmando e manipolando i nostri comportamenti, contro di noi.

Dobbiamo ribellarci, dobbiamo costituire “comitati di liberazione” da queste nuove minacce digitali. Chiedere alle istituzioni pubbliche maggiore trasparenza, uso di software libero e open-source, cloud pubblici su territorio nazionale e sovranità dei dati che riguardano tutti noi. Anche noi utenti dobbiamo sforzarci di ridurre la nostra dipendenza da questi strumenti opachi, privilegiando soluzioni libere, aperte (e gratuite, davvero), che non minacciano le nostre libertà e la nostra sovranità di esseri umani.

Ahoy!

Toscana Pirata
www.toscanapirata.it